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GuideProduzione e manutenzione

Microfermate e sei grandi perdite dell'OEE

Le sei grandi perdite sono le sei cause per cui una macchina produce meno pezzi buoni di quanti potrebbe nel tempo pianificato: due tolgono disponibilità, due prestazione, due qualità. Le microfermate sono la più difficile da vedere: arresti brevi e frequenti che nessuno registra, ma che sommati valgono spesso più di un guasto.

A cura di Muvia · Aggiornata il 21 ottobre 2026

Le sei grandi perdite

La classificazione viene dal TPM (Total Productive Maintenance) ed è il modo standard di spiegare un OEE basso. Ogni minuto perso del tempo pianificato finisce in una delle sei categorie, e ogni categoria pesa su uno solo dei tre fattori dell'OEE.

PerditaEsempiFattore OEE
GuastiRottura di un componente, intervento della manutenzione, fermo per allarme macchinaDisponibilità
Setup e regolazioniCambio stampo o formato, attrezzaggio, riscaldo, regolazioni all'avvioDisponibilità
Microfermate e marcia a vuotoInceppamenti, pezzo storto nell'alimentatore, sensore sporco, attesa di un operatore per pochi secondiPrestazione
Velocità ridottaCiclo più lento del ciclo ideale, velocità abbassata per evitare problemi, usuraPrestazione
Scarti di processoPezzi non conformi e rilavorazioni durante la produzione a regimeQualità
Scarti all'avvioPezzi scartati dopo un avvio o un cambio formato, finché il processo non è stabileQualità
Nella terminologia più recente guasti e setup diventano fermate non pianificate e pianificate, microfermate e velocità ridotta cicli piccoli e lenti, ma la mappa sui tre fattori resta la stessa.

La tabella ha una conseguenza pratica: per sapere su quale fattore pesa una perdita bisogna sapere che tipo di fermo è, e per le prime due righe serve una causale. Per le microfermate invece la causale manca quasi sempre: sono troppo brevi perché qualcuno la scelga.

Cosa sono le microfermate

Una microfermata è un arresto breve, che si risolve senza la manutenzione: l'operatore toglie un pezzo inceppato, pulisce una fotocellula, riarma un allarme e la macchina riparte. Succede decine di volte per turno, quasi sempre con le stesse cause, e per questo si confonde con il normale funzionamento.

Nell'OEE le microfermate stanno nella prestazione, non nella disponibilità: durante una microfermata la macchina è considerata in funzione, ma non produce. È il motivo per cui una macchina con disponibilità alta e prestazione bassa va guardata prima di tutto per microfermate e velocità ridotta.

Soglia: quando un fermo è micro

Non esiste una soglia normata. Nella pratica una fermata sotto i 5 minuti viene trattata come microfermata, e molte aziende scelgono valori più bassi, da 1 a 3 minuti, per le macchine veloci. Quello che conta è che la soglia sia scritta, uguale per tutte le macchine dello stesso tipo, e che non cambi da un mese all'altro.

  • Sotto la soglia: microfermata, conteggiata e sommata, senza causale obbligatoria. Pesa sulla prestazione.
  • Sopra la soglia: fermata vera, con una causale scelta dall'operatore o letta dal PLC. Pesa sulla disponibilità.
  • Un ciclo più lungo del normale ma senza arresto è velocità ridotta, non microfermata: serve distinguerli se si vuole capire la causa.

Spostare la soglia non cambia l'OEE: sposta minuti tra disponibilità e prestazione. Se l'OEE cambia quando cambia la soglia, il calcolo sta perdendo o contando due volte una parte del tempo.

Come contarle dal PLC

Le microfermate non si contano a mano: sono troppe e troppo brevi. Si ricavano dai segnali che il PLC ha già, letti con continuità.

  • Stato macchina (in ciclo, ferma, in allarme): ogni passaggio da in ciclo a ferma apre una fermata, il ritorno in ciclo la chiude.
  • Contapezzi o contacicli: se il contatore non avanza per più di un multiplo del tempo ciclo ideale, per esempio il doppio, la macchina non sta producendo anche se lo stato dice il contrario.
  • Codice di allarme o di fermata, dove esiste: dà la causa anche alle fermate brevi e permette un Pareto delle microfermate.
  • Lettura frequente: con un campionamento lento le fermate da pochi secondi spariscono. Meglio leggere gli stati al cambiamento, per esempio con una sottoscrizione OPC UA, o con un campionamento di un secondo.

Con Muvia Industrial il nodo edge legge stati e contatori dai PLC Siemens S7, OPC UA e Modbus TCP con i suoi driver e li tiene in un buffer locale se la rete cade. Il calcolo che divide fermate e microfermate lo scrive il vostro team in una funzione Python, una volta per tutte le macchine; Muvia non ha un modulo OEE preconfezionato.

Esempio: pressa con 40 microfermate a turno

Una pressa ha 450 minuti pianificati per turno e un tempo ciclo ideale di 30 secondi. I segnali del PLC mostrano 40 fermate sotto la soglia di 5 minuti, con una durata media di 1,5 minuti, oltre a 45 minuti di fermate vere.

GrandezzaCalcoloRisultato
Tempo perso in microfermate40 × 1,5 min60 min
Pezzi non prodotti60 min ÷ 0,5 min a pezzo120 pezzi
Peso sulla prestazione60 ÷ 405 min di funzionamento14,8 punti
Peso sull'OEE60 ÷ 450 min pianificati13,3 punti
Nessuna delle 40 fermate supera i due minuti, eppure insieme valgono più dei 45 minuti di fermate registrate.

Il passo successivo è capire quando succedono. Una mappa giorno per ora delle microfermate mostra spesso un disegno preciso: righe che si accendono a ogni inizio turno dopo un cambio stampo, o un'ora del pomeriggio in cui l'alimentatore si inceppa. È il percorso del caso d'uso OEE e perdite delle linee di stampaggio, dove le microfermate per ora e il Pareto delle cause dicono dove intervenire.

Domande frequenti

Guasti e setup (pesano sulla disponibilità), microfermate e velocità ridotta (pesano sulla prestazione), scarti di processo e scarti all'avvio (pesano sulla qualità).

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